SIAMO FATTI PER CAMMINARE

camminare-web-2

Un atto fisiologico che ha effetti positivi su corpo e mente

Lenta, veloce, sportiva, nordica…tanti sono i tipi di camminata, basta scegliere il più adatto ai propri gusti e alle proprie inclinazioni e, una volta messo in pratica, sarà difficile farne a meno.

Camminare regolarmente ha effetti positivi su corpo e mente, è utile per prevenire varie malattie e per mantenere un corpo efficiente.

È l’attività che meglio si adatta alla struttura fisica dell’essere umano, fatta in modo da poter affrontare anche lunghi percorsi a piedi.

A differenza, per esempio, della corsa, è un atto fisiologico che non affatica le articolazioni, altrimenti esposte a sollecitazioni talvolta troppo intense.

PERCHÉ CAMMINARE FA BENE
In generale praticare attività fisica aumenta la forza e la resistenza muscolare, riduce lo stress e migliora la funzione psicologica; il tutto a favore di una migliore qualità di vita e di un invecchiamento attivo.

E camminare non fa eccezione.

Vediamo quali ambiti possono trarre vantaggio da questa semplice attività.

SALUTE CARDIOVASCOLARE
È appurato che l’esercizio fisico contribuisce a tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare come colesterolo, trigliceridi, valori della pressione arteriosa.

Poiché camminare ha l’effetto di accelerare il metabolismo, favorire la metabolizzazione degli zuccheri e ridurre l’iperglicemia nei diabetici, diminuisce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2.

L’esercizio è positivo per l’apparato cardiocircolatorio.

Il cuore di una persona allenata funziona meglio: ha una frequenza cardiaca più bassa, sia a riposo che in attività, e impiega, a parità di sforzo, meno energia di quello di un individuo non allenato.

Anche i polmoni diventano più efficienti, e i muscoli in grado di tollerare sforzi più intensi e duraturi, perché in grado di estrarre una maggior quantità di ossigeno dal sangue.

Secondo uno studio tedesco praticare esercizio fisico moderato dimezza, nella fascia di età 50-70 anni, il rischio di attacco cardiaco.

Gli stessi ricercatori hanno affermato che praticare attività fisica per mezz’ora al giorno si traduce in un aumento medio della durata della vita da tre a sette anni.

APPARATO MUSCOLOSCHELETRICO
Camminare rafforza muscolatura e articolazioni, tonifica e rassoda le gambe, migliora la circolazione e contrasta la ritenzione idrica.

Il movimento protegge le articolazioni di anca e ginocchio dall’osteoartrosi, le più soggette a questo tipo di condizione; ha un effetto lubrificante e rafforza i muscoli che le sostengono.

In generale riduce i dolori artrosici e, se praticato con regolarità e la giusta intensità, ne previene la formazione.

Inoltre, camminare migliora l’equilibrio e la coordinazione.

Come tutte le attività che comportano il carico del peso corporeo sulle gambe – correre, ballare, saltare anche camminare contrasta la perdita di densità minerale ossea e, nel tempo, favorendo la corretta deposizione del calcio nelle ossa, previene o ritarda la comparsa di osteoporosi.

La sedentarietà è infatti la migliore amica dell’osteoporosi.

Ma attenzione, non tutti gli sport, per quanto benefici, sono utili al mantenimento della densità ossea: è il caso di nuotare o andare in bicicletta.

SISTEMA IMMUNITARIO
Le persone che praticano attività fisica regolare sono meno soggette alle infezioni e alle malattie da raffreddamento e sembrano, nell’età anziana, avere una minore incidenza di patologie cronicodegenerative e di demenze.

Grazie al miglior funzionamento del sistema circolatorio, con l’attività fisica si verifica un aumento del rilascio di endorfine, il sistema linfatico viene stimolato e si abbassa il livello di stress, il tutto a favore dell’efficienza del sistema immunitario.

OCCHI E VISTA
Per chi trascorre molte ore lavorando al computer, in spazi chiusi illuminati artificialmente o anche solo per chi passa molto tempo in casa dove l’orizzonte è necessariamente limitato, uscire a camminare, ancor di più se nella natura, è benefico per gli occhi perché obbliga a esercitare la vista da lontano.

Questo vale anche e soprattutto per i bambini, tra i quali negli ultimi anni la miopia è in aumento a causa di un eccessivo uso dei dispositivi elettronici, che obbligano a mettere a fuoco da una distanza molto ravvicinata.

PSICHE
Camminare all’aperto libera i pensieri, aiuta la memoria e stimola la creatività.

E come altre attività fisiche, protegge la salute mentale: riduce ansia, depressione e migliora il tono dell’umore.

Ha un effetto positivo sulle funzioni cognitive, probabilmente per l’aumento della circolazione del sangue e la maggior ossigenazione del cervello.

Prendere l’abitudine di fare una camminata veloce, ogni giorno o almeno a giorni alterni, e meglio ancora se al mattino prima di iniziare la giornata, conferisce un senso di benessere e rilassamento che permarrà anche nelle ore successive.

CHI BEN COMINCIA È ALLA METÀ DELL’OPERA
Per camminare non serve molto, bastano un paio di scarpe adatte e un abbigliamento comodo.

Per questo è una attività semplice, economica e alla portata di tutti e di tutte le età.

Testa dritta, sguardo in avanti, spalle rilassate e addome leggermente contratto: quando si cammina è importante mantenere una postura corretta, e assecondare la lunghezza del proprio passo, muovendo le braccia seguendo il movimento delle gambe.

Si può iniziare gradualmente, e poi aumentare il ritmo nel tempo.

L’ideale è riservarsi uno spazio di almeno mezz’ora nella quale si cammina, senza pesi e senza interruzioni.

In un individuo sano camminare per 30-60 minuti a giorni alterni, costituisce una buona protezione cardiovascolare.

Non è necessario che l’esercizio sia intenso o superiore alle proprie forze, basta una camminata veloce, che permetta di raggiungere una frequenza cardiaca pari al 60% di quella massima prevista per quell’età.

COLAZIONE: I CONSIGLI PER INIZIARE BENE LA GIORNATA

Colazione-768x768_WEB

Colazione sana e bilanciata per iniziare la giornata con energia.

Non esiste regime alimentare che cancelli dal suo protocollo la colazione.

Neppure le diete dimagranti.

La ragione è semplice.

Dopo tante ore di riposo e digiuno, il corpo la mattina – come una macchina – deve rimettersi in moto e avere a disposizione il “carburante” sufficiente e idoneo ad attivare tutti i meccanismi e a generare energia.

È la colazione che attiva il metabolismo, accelerandone i ritmi e consentendo di mantenere il peso forma, oltre a regolarizzare gli ormoni.

E non è tutto: saltare la colazione rischia di farci arrivare affamati al pasto successivo, esagerando a pranzo e a cena.

Soprattutto a cena considerato che i veloci ritmi quotidiani ci portano spesso a consumare pranzi veloci e scarsi.

E vale sempre la pena ricordare che il cibo in più consumato di sera si accumula.

È stato inoltre dimostrato che mangiare poco al risveglio mina la capacità di concentrazione e spostare tutta l’assunzione di cibo nella seconda parte della giornata provoca impennate di insulina e una fase digestiva molto più lenta e faticosa.

Con tutte le conseguenze che questo comporta.

C’è un saggio proverbio popolare che recita:
“Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero”.

A conferma di come il primo pasto sia da considerarsi il più importante della giornata e debba essere il più ricco, nutriente, vario e bilanciato in tutte le sue parti: carboidrati, proteine, vitamine, grassi, fibre, sali minerali.

La scienza non si sbilancia a favore di colazioni dolci o salate: vanno bene entrambe.

Importante è che siano sempre equilibrate.

Senza eccedere negli zuccheri nel primo caso o nelle proteine nel secondo.

Una colazione salata può associare uova sode, frutta, pane integrale, salmone affumicato, ricotta magra, prosciutto crudo, tonno in scatola al naturale.

Eppure, ancora tanti italiani (circa il 10%) saltano sistematicamente questo primo appuntamento con la tavola e con il cibo o lo riducono a un caffè al volo.

Per comodità, per pigrizia, per (erroneamente) non ingrassare.

Nulla di più sbagliato: la colazione deve apportare tra il 15 e il 25% dell’intero fabbisogno calorico quotidiano.

Su una dieta di 1500 calorie deve quindi “consumarne” 400.

Deve essere varia, creativa: non monotematica e non dovrebbe neppure essere sempre la stessa tutte le mattine.

Dovrebbe essere composta per il 60% da carboidrati e per il 20% rispettivamente da proteine e grassi.

Ma come fare a riacquistare l’abitudine alla colazione?

C’è un facile comportamento che può aiutare anche i più pigri: “preparare” la colazione la sera prima.

Significa apparecchiare la tavola con tovagliette, tazze, prodotti secchi ai quali aggiungere i prodotti freschi da frigo al risveglio.

Trovare già la tavola imbandita come in albergo, aiuta a coccolarsi, fermarsi, prendersi del tempo per sé e fare provviste di energia.

È una piccola cosa che può diventare presto un’abitudine salutare.

COLAZIONE ITALIANA: ALCUNI CONSIGLI

Gli alimenti più gettonati dagli italiani che fanno colazione a casa sono il latte e lo yogurt (meglio se entrambi parzialmente scremati), i biscotti, le fette biscottate, la marmellata, il miele, il caffè, il tè (meglio senza zucchero).

Più raramente, frutta di stagione.

Invece sarebbe utile inserirne sempre una porzione già dal mattino perché ricca di vitamine e fibre e non contribuisce ad affaticare la fase di digestione.

Da associare anche la frutta secca, 20/30 grammi, noci o mandorle, che possiamo ritrovare nel corso della giornata sotto forma di spuntino spezzafame grazie all’apporto di una buona quantità di proteine.

Da preferire i succhi di frutta al 100% privi di zuccheri aggiunti.

Meglio ancora una spremuta fresca.

Fare attenzione ai biscotti, alle merendine e a tutti i prodotti industriali in genere che apportano alti contributi calorici e dispensano quasi solo zucchero.

Meglio preferire pane integrale – ha meno calorie delle fette biscottate – con un velo di marmellata o di miele.

Consigliato anche lo yogurt greco naturale bianco e i fiocchi d’avena integrale.

In caso di colazione al bar, è la brioche a scalare tutte le classifiche insieme al caffè e al cappuccino.

Nonostante sia ormai noto che la brioche abbia uno scarsissimo potere saziante (la fame ritorna presto e porta a consumare snack di produzione industriale) e sia ricca di zucchero e grassi animali come il burro con una quantità di calorie importanti.

Si tratta di una colazione per nulla equilibrata che si concentra solo sull’apporto di zuccheri e non prevede l’assunzione di tutti gli altri nutrienti.

La conseguenza?

Il pancreas viene chiamato a un surplus di lavoro per mantenere i livelli normali di glicemia nel sangue.

E nel tempo questo meccanismo può produrre dei disturbi anche seri.

Infine, un suggerimento che potrà sembrare banale ma che viene spesso disatteso: la nostra mattina a tavola dovrebbe iniziare da un abbondante bicchiere di acqua.

È importante per l’idratazione e per il processo digestivo.

COME SCEGLIERE I CORN FLAKES

I corn flakes sono cereali spesso arricchiti da massicce dosi di zucchero.

Una trasformazione adottata negli Stati Uniti pochi anni dopo la loro immissione sul mercato per rendere più appetibile il loro gusto.

Per questo bisogna fare sempre attenzione a quanto riportato nell’etichetta: spesso pensiamo di nutrirci di cereali ricchi di fibre, utili alla motilità intestinale, e invece accumuliamo solo zuccheri e calorie.

È importante verificare che non siano presenti grassi vegetali idrogenati o oli tropicali, che la quantità di fibra ogni 100 grammi sia superiore a 15 grammi e che le calorie, per 100 grammi, si attestino tra 300 e 350.

DUE ESEMPI DI COLAZIONE

Gli esempi di colazione possono essere infiniti.

Importante è associare i cibi giusti e non sbilanciarsi sull’apporto di alcuni nutrienti a discapito di altri.

Esempio di colazione salata:

2 uova sode (oppure tonno in scatola al naturale/ 2 fette di salmone affumicato/bresaola)
1 fetta di pane (meglio integrale)
1 frutto
caffè o tè
Esempio di colazione dolce:

yogurt greco al naturale
frutta secca
fiocchi di avena integrale
1 frutto
caffè o tè

“ DOVE SI TROVA COSA…”

È utile poter ricorrere a un veloce vademecum (ovviamente non esaustivo) dove trovare subito gli alimenti che apportano a colazione i diversi tipi di nutrienti.

In particolare:

Proteine: uova, tonno, salmone, yogurt greco, frutta secca.
Carboidrati: pane integrale, cereali, pane di segale.
Vitamine e sali minerali: frutta e verdura.
Grassi: frutta secca, burro di arachidi.

ALIMENTI DA “ EVITARE”

Molti degli alimenti che consumiamo a colazione andrebbero evitati.

O almeno assunti con moderazione.

Sicuramente biscotti, snack, merendine, torte di produzione industriale.

Dunque, tutti i dolci confezionati.

Contengono infatti consistenti quantità di zucchero e presentano solo cereali raffinati che hanno perso nella trasformazione industriale due delle tre parti fondamentali che apportano fibre e vitamine, preservando soltanto la parte carica di carboidrati.

Da evitare anche i succhi di frutta e le marmellate ricche di zucchero.

Infine, il latte, molto presente nella colazione degli italiani.

Contiene grassi saturi e andrebbe assunto con moderazione, non tutti i giorni.

Meglio preferire il latte a base di soia o di riso.

Da evitare il burro, ricco di grassi saturi.

Come per tutti i pasti della giornata, è sempre importante leggere le etichette per confrontare i prodotti e rendersi conto di quali nutrienti sono contenuti.

FAME NERVOSA

Fame-nervosa-768x768_WEB

FAME NERVOSA

Il cibo per colmare un vuoto interiore o per calmare irrequietezza, ansia, preoccupazione

La fame di natura emotiva, o più comunemente fame nervosa, non è dettata da un reale bisogno di cibo e poco ha a che fare con lo stimolo dell’appetito e il senso di sazietà che deriva dall’aver mangiato.

Nasce invece dal bisogno di colmare un vuoto interiore, un disagio che appare come una mancanza.

Alla base vi sono fattori psicologici come stress, noia, rabbia, tristezza, che portano a rifugiarsi nel cibo come fonte di compensazione. Il cibo come rifugio, dunque, ma quale cibo?

Spesso gli alimenti consumati dietro l’impulso di placare la fame nervosa sono proprio quelli che andrebbero consumati con moderazione, ma nulla più di un dolce può dare la sensazione di aver domato quel momento di negatività.

COMFORT FOOD

Dopo aver mangiato un cibo dolce si verifica un immediato rialzo dei livelli di glicemia, ossia dei livelli di zucchero nel sangue, che genera una sensazione di benessere.

Si tratta però di uno stato effimero: quando il livello scende, altrettanto rapidamente, l’umore ne risente e si innesca un meccanismo di ricerca di altro cibo che possa nuovamente appagare.

Questo perché l’aumento della glicemia causa un proporzionale rialzo dei livelli di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che regola il metabolismo degli zuccheri.

Se la quantità di insulina in circolo aumenta, in risposta si verifica un rapido calo della glicemia, che l’organismo interpreta come una carenza, stimolando il senso della fame e a mangiare altro cibo per riportare i livelli della glicemia nella norma.

Questo meccanismo crea un circolo vizioso.

Come evitarlo?

Non tutti gli alimenti causano un uguale aumento della glicemia: carboidrati semplici, come pane, pizza, focaccia, pasta, snack vari, dolciumi sono quelli che lo causano maggiormente.

Meglio allora preferire i carboidrati complessi, i legumi e i cereali integrali, e abbinarli a proteine, grassi e fibre, per i quali il carico glicemico è nettamente inferiore.

Episodi occasionali di fame nervosa, magari in momenti di tensione, possono capitare a tutti e nulla vieta di concedersi occasionalmente il consumo di quello che viene chiamato “comfort food”: ciascuno ha il proprio.

La tendenza alla fame nervosa può invece rappresentare un problema quando diventa una abitudine consolidata.

COME COMBATTERLA

Acquisire consapevolezza del problema è il primo passo per combattere la fame nervosa. Farsi domande come “ho davvero fame?”, “perché sto mangiando?” o “c’è una causa emotiva che mi spinge a fare questo?” può aiutare a individuare i meccanismi alla base del problema.
Una buona abitudine è quella di non saltare i pasti, e fare in modo che siano equilibrati.
Un attacco di fame a poca distanza di tempo da un pasto sarà probabilmente di natura emotiva. Curare la propria alimentazione può servire a sentirsi più forti nei confronti della tentazione di mangiare fuori pasto.
Una volta realizzato che l’attacco di fame è di natura emotiva, può essere utile tenere a portata di mano verdure crude, come carote e finocchi, che sono anche un valido spuntino.
Alcuni alimenti hanno un maggior potere saziante, per esempio la frutta secca, le mele, i cereali come l’avena.
In generale poi, aumentare qualità dei cibi preparati, e dedicarsi alla cucina dando importanza ai pasti principali può fare sì che questi diventi[1]no dei momenti rituali, di valore, e un modo per prendersi cura di sé stessi.
Al contrario mangiare in fretta, distrattamente, senza curarsi troppo di ciò che si ha di fronte porterà probabilmente a una dieta meno sana e ad acquisire cattive abitudini alimentari, che possono più facilmente sfociare in attacchi di fame nervosa.
Evitare di saltare i pasti.
Iniziare a combattere la fame nervosa facendo la spesa, limitando al minimo gli alimenti “rifugio”.
Non tralasciare di idratarsi. Anche bere può aiutare ad arginare gli attacchi di fame.

BINGE EATING

Il binge eating, letteralmente “abbuffata di cibo” è uno dei più frequenti disturbi del comportamento alimentare.

Qui la fame nervosa porta a mangiare grandi quantità di cibo in poco tempo; la persona tende ad abbuffarsi, senza stimolo della fame, fino a sentirsi sgradevolmente sazia.

Quando questo si verifica almeno una volta alla settimana, per un periodo di tre mesi, si è di fronte a un disturbo da alimentazione incontrollata.

Potrebbe essere confuso con la bulimia, ma si tratta di due disturbi diversi: per quanto sia accompagnato da senso di colpa, il sentimento di rassegnazione e passività che caratterizza questo disturbo fa sì non venga seguito dalla messa in atto di comportamenti mirati a “rimediare” alla compulsiva assunzione di cibo, come il digiuno, il controllo ossessivo del peso, l’induzione del vomito.

Il binge eating è un disturbo di cui soffrono più spesso le donne, e che si instaura più facilmente in presenza di alcune caratteristiche psicologiche come bassa autostima, umore depresso, immagine negativa del proprio corpo.

Questo disturbo inoltre è correlato all’obesità, e aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e diabete.

Il livello di gravità del binge eating è variabile e valutato in base alla frequenza degli episodi di abbuffate che, nei casi estremi, si verificano quotidianamente, anche più volte al giorno.

La cura in questo caso passa prima di tutto dalla diagnosi e dalla presa in carico della persona da parte di un centro specializzato nella cura dei disturbi alimentari; prevede inoltre un approccio multidisciplinare con l’intervento di più figure mediche: psicologo, internista, endocrinologo, nutrizionista.

L’IMPORTANZA DI DORMIRE BENE

dormire_bene-WEB

IL BUON SONNO

Basta osservare la quantità di annunci pubblicitari riguardanti prodotti e farmaci da banco per aiutare a dormire, o a dormire meglio, per rendersi conto di quanto i disturbi del sonno siano diffusi.

I ritmi della società moderna, soprattutto per chi vive nelle grandi città, lo stress, la scarsa attività fisica e la permanenza in luoghi chiusi per molte ore al giorno sono elementi che vanno a incidere sul sonno.

Eppure dormire è un bisogno primario, fisiologico, naturale, fondamentale per il cervello, ma non solo, e al quale non è possibile rinunciare.

L’organismo umano può resistere più facilmente, e più a lungo, alla privazione di cibo che a quella di sonno.

RECUPERARE LE ENERGIE

Il sonno è amico della salute e serve per recuperare l’energia psicofisica, preservare la memoria e il sistema nervoso.

Oltre che per uno stato di benessere durante la giornata, il sonno è importante per il funzionamento di sistemi ed apparati.

La carenza di sonno e le alterazioni del ritmo sonno-veglia protratti nel tempo aumentano invece il rischio obesità, diabete, ipertensione, depressione.

Chi dorme meno di cinque ore per notte, almeno tre volte alla settimana e per un periodo anche solo di sei o sette mesi, è a forte rischio di sviluppare ipertensione e malattie cardiovascolari.

I RISVEGLI RIPETUTI

Si stima che una persona su dieci soffra di insonnia, intesa sia come difficoltà ad addormentarsi, sia a mantenere il sonno per tutta la notte.

Risvegli ripetuti, sonno a singhiozzo, risvegli precoci dopo pochissime ore sono segnali di insonnia.

Quando le difficoltà si protraggono per oltre tre mesi, e si verificano ripetutamente durante la settimana, si parla di insonnia cronica.

Ma quante sono le ore di sonno necessarie?
Nell’età adulta questa soglia è soggettiva, in genere il numero considerato ottimale varia tra le sette e le nove ore.

Ma ci sono persone che pur dormendo meno sono in grado di restare efficienti.

Secondo i pediatri, i bambini tra 3 e 5 anni dovrebbero dormire almeno 10-13 ore, quelli di età compresa tra 6 e 10 anni 9-11 ore, e i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni almeno 8-9 ore.

Perdere ore di sonno è particolarmente grave per gli adolescenti; il loro cervello, infatti, ha bisogno del sonno notturno per completare il proprio sviluppo.

Un sonno di 8-10 ore assicura anche in questa fascia di età la presenza della fase di sonno profondo, quando avviene il consolidamento della memoria e le informazioni apprese durante la giornata vengono immagazzinate.

Dormire bene la notte è essenziale per stare bene di giorno.

Quando si dorme troppo poco, oppure ci si sveglia con la sensazione di non avere riposato, la qualità dello stato di veglia viene intaccata, e compaiono sonnolenza continua, difficoltà di concentrazione e magari qualche problema di memoria.

Non contano solo le ore di sonno ma anche la sua qualità, e le sensazioni al risveglio: un buon sonno ci fa sentire riposati.

Diversamente, ecco la stanchezza fin dal primo mattino, gli occhi stanchi, la difficoltà di concentrazione, l’irritabilità e il cattivo umore.

 

A COSA SERVE DORMIRE?
Il sonno influisce su numerosi aspetti.

Vediamone alcuni in dettaglio:

Abbassamento della pressione arteriosa, della temperatura e della frequenza cardiaca.
Durante la notte, grazie a un riposo regolare i livelli della pressione arteriosa si abbassano per consentire all’apparato circolatorio di riposarsi.
I micro-risvegli, legati per esempio alle apnee notturne, aumentano il rischio cardiovascolare e di ipertensione.

Inibizione della secrezione di cortisolo, noto anche come ormone dello stress.
Un sonno insufficiente si associa a una sua eccessiva secrezione.

Azione sul sistema immunitario.
Durante il sonno profondo l’organismo libera le citochine, modulatori della risposta immunitaria nei confronti delle malattie.
Un sonno insufficiente quindi comporta una riduzione delle difese immunitarie.

Azione sul metabolismo.
Durante il sonno l’organismo secerne, tra gli altri, anche l’ormone della crescita che negli adulti favorisce la mobilizzazione dei grassi.
La carenza di sonno modifica la secrezione di insulina, aumentando il rischio di sviluppare il diabete.

Effetti sulle funzioni cognitive.
La cronica mancanza di sonno è correlata a un maggior rischio di sviluppare malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer.
È stato infatti verificato che nelle persone che dormono troppo poco i depositi della proteina beta amiloide nelle cellule nervose, coinvolta nella genesi di questa malattia, sono superiori.

DORMO POCO E MALE, CHE FARE?

Tra le possibilità di automedicazione vi è quella di ricorrere a integratori di melatonina, chiedendo consiglio al farmacista.

Sul fronte dei rimedi a base di erbe possono invece essere di aiuto prodotti o infusi specifici a base di camomilla, melissa, tiglio, biancospino, passiflora, valeriana, spesso associati tra loro.

Ma se la difficoltà nel prendere sonno o dormire per tutta la notte perdura, è bene rivolgersi al proprio medico.

In ogni regione inoltre esistono, presso alcuni ospedali pubblici, i Centri di medicina del sonno, con specialisti dedicati alla diagnosi e al trattamento dei disturbi del sonno.

CINQUE CONSIGLI PER DORMIRE BENE

Alcune buone abitudini possono aiutare a migliorare il proprio sonno:

1. Ambiente: la stanza in cui si dorme dovrebbe essere utilizzata solo per dormire, e non anche per lavorare al computer o guardare la TV.
Importanti anche temperatura e umidità.

2. Stile di vita: cercare di coricarsi sempre alla stessa ora, possibilmente anche nei giorni di riposo o durante il fine settimana.
In caso di difficoltà nel prendere sonno, non restare a letto rigirandosi continuamente e guardando la sveglia.

Se il sonno non arriva dopo una decina di minuti, meglio alzarsi e svolgere attività rilassanti fino a quando non si avverte una maggiore sonnolenza.
Evitare di addormentarsi sul divano, la sera.

Un pisolino pomeridiano può essere invece utile a recuperare energie.
Nelle ore che precedono il sonno le attività impegnative come studio o lavoro al computer dovrebbero essere evitate perché inducono uno stato di eccitazione, così come l’attività fisica intensa.

3. Attenzione all’uso di dispositivi tecnologici: smartphone, videogiochi, computer, tablet emettono una luce blu che ha una azione sul ritmo circadiano che regola processi fisiologici come il rilascio di ormoni e la temperatura interferisce con la secrezione di melatonina, ormone che regola il ciclo sonno-veglia, ritardandone il rilascio e quindi portando ad addormentarsi con più difficoltà.

Questo vale per tutti, e in particolare per i ragazzi.

4. Alimentazione: chi ha difficoltà nel dormire dovrebbe fare attenzione ad assumere la sera, ma anche fin dalle ore del tardo pomeriggio, bevande stimolanti come caffè, tè, bevande energetiche o contenenti caffeina, cioccolato.

La sera i pasti abbondanti e molto calorici dovrebbero essere evitati, perché anche lo stato della digestione influisce sul riposo.

Alimenti come latte, latticini e alcuni vegetali sono ricchi di triptofano.
Questa sostanza favorisce il riposo in quanto regola la sintesi della serotonina, un neurotrasmettitore precursore della melatonina.
L’assorbimento di questo aminoacido è facilitata da alimenti come riso e pasta, mentre un pasto proteico tende renderla più difficile.

5. Ricordare che alcol e fumo sono nemici del sonno.
La nicotina, come la caffeina, produce effetti eccitanti sul sistema nervoso centrale.

L’alcol ha un effetto sedativo immediato, ma viene eliminato rapidamente dall’organismo.
Il sistema nervoso centrale entra quindi in uno stato di “ipereccitabilità” che rende più difficile l’addormentamento e facilita i risvegli nel corso della notte.

13 FEBBRAIO 2017 -MOC IN FARMACIA – GIORNATA DI PREVENZIONE DELL’OSTEOPOROSI.

evento_moc_cover-1200x480

Previeni l’osteoporosi, fai la Moc in farmacia lunedì 13 Febbraio 2017.

L’osteoporosi è una condizione fisica in cui le ossa diventano talmente fragili da rompersi. Le fratture più frequenti sono quelle all’anca, delle vertebre o del polso. Il più importante fattore di rischio è l’età. Le donne sono più a rischio degli uomini soprattutto in menopausa poichè gli estrogeni, che di solito proteggono dalla perdita di massa ossea, sono prodotti in quantità inferiore rispetto alla norma.

L’esame ad ultrasuoni del calcagno fornisce informazioni utili sullo stato di salute delle ossa e sul proprio rischio di frattura. L’ultrasonometro genera ultrasuoni che attraversano il tallone. Tale test si effettua sul calcagno perchè la struttura dell’osso è simile dal punto di vista biomeccanico a quella del femore e delle vertebre, le sedi più soggette a frattura nei casi di osteoporosi. L’esame è semplice, veloce e sicuro.

Prenota il tuo appuntamento.

21 GIUGNO – Consulenza Gratuita Benessere Del Capello

bionike-ks-tot-def

Consulenza Gratuita Benessere Capello e Cuoio Capelluto.

Prenota subito il tuo appuntamento!
Effettueremo gratuitamente un’analisi del tuo capello e se vorrai potrai provare il nuovissimo prodotto Bionike Defence KS. Una speciale lozione anticaduta per contrastare la perdita dei capelli. Il prodotto è studiato con due formulazioni sia per uomo che per donna.

Per tutta la giornata una speciale promozione con uno sconto del 20% su tutta la linea Bionike Defence (viso, make-up, corpo, solari, capelli).

23 GIUGNO – Consulenza Nutrizionistica

Close up shot of a woman holding a plate of fresh green salad in the beautiful morning light. She's holding a fork and she's about to eat the vegetarian food. Healthy eating and diet concept. Shallow depth of field with focus on the fork.

LA SALUTE PASSA DALLA TAVOLA.

Un Biologo Nutrizionista per rispondere a tutte le domande e curiosità sull’alimentazione a cui non hai ancora risposta.

Consigli su stile di vita e alimenti e sulla loro importanza nel determinare alcuni disordini (ipertensione-ipercolesterolemie ecc), per avere ancor più chiaro il concetto di prevenzione attraverso il cibo.

PROFILO LIPIDICO & EMOGLOBINA GLICATA IN FARMACIA

cobas_b101

Analisi del profilo lipidico e della emoglobina glicata

Gli esami del sangue sono importanti per tutti.

L’autoanalisi del sangue permette di ottenere preziose informazioni sul nostro stato di salute in modo rapido e sicuro, aiutando il medico curante ad individuare e prevenire importanti patologie ed anche a controllare l’efficacia e l’andamento di una terapia in atto.

Questo strumento permette la misurazione di diversi parametri:
– profilo lipidico completo: colesterolo, trigliceridi, HDL, LDL
– emoglobina glicata (HbA1c)

Il cobas b 101 sistema PST sostiene la diagnosi e il monitoraggio di pazienti con fattori di rischio per diabete e malattie cardiovascolari. Con un campione di sangue capillare è possibile una valutazione del rischio precoce e la prognosi nei pazienti con sindrome metabolica.

Attraverso i risultati dei test rapidi in soli 6 minuti, il cobas b 101 è un valido aiuto per lo screening, la diagnosi e il monitoraggio a lungo termine dei Pazienti.

Consente il monitoraggio combinato del controllo del glucosio nel sangue a lungo termine e importanti lipidi nel sangue (HDL e LDL colesterolo e trigliceridi) e, quindi, misura due indicatori chiave per la diagnosi di sindrome metabolica.

La determinazione di emoglobina glicosilata (HbA1c) promuove il monitoraggio mirato e il trattamento dei pazienti diabetici.

La misurazione del profilo lipidico fornisce informazioni sul fatto che il paziente ha un aumentato rischio di malattie cardiache e vascolari.

L’autoanalisi del sangue viene effettuata senza necessità di appuntamenti e in qualsiasi orario del giorno (esclusa la domenica).
Viene eseguito in una apposita stanza, dedicata e separata dagli altri ambienti di cui la farmacia è composta, nel rispetto della privacy e dei requisiti di legge previsti.
L’apparecchiatura utilizzata rispondente alla Direttiva CEE sui dispositivi medico-diagnostici, è controllata e tarata periodicamente.

La documentazione rilasciata deve essere consegnata al proprio medico curante per le opportune valutazioni: il farmacista non effettua diagnosi o prescrizioni.

Come richiesto dalla normativa, è prevista la consegna al cliente del documento “Carta della Qualità e dei Servizi” dove sono riportate tutte le informazioni previste.

Che cos’è il colesterolo
Il colesterolo, i trigliceridi insieme ai fosfolipidi sono i grassi contenuti nel nostro organismo. Il colesterolo svolge nell’uomo delle funzioni di primaria importanza per la stessa sopravvivenza.
L’elevato livello di colesterolo LDL (colesterolo cattivo) è motivo di grande preoccupazione clinica, perchè l’accumulo di questo lipide nelle arterie ne provoca il progressivo ispessimento, facendone perdere elasticità e tono.
Il colesterolo HDL, al contrario, detto colesterolo buono, agisce da vero e proprio spazzino in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato svolgendo un’importante funzione protettiva delle arterie.

Stili di vita
Una sana alimentazione ricca di frutta, verdura e pesce, insieme con buone abitudini di vita che evitano il fumo e la vita sedentaria, il controllo del peso, favoriscono un buon equilibrio.

Cosa possono evidenziare questi parametri

Glucosio
Valori elevati di glucosio nel sangue potrebbero aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, renali o essere il segnale di un’intolleranza al glucosio o di diabete.

Colesterolo
Presenza di colesterolo nel sangue con valori superiori alla norma è uno dei fattori di rischio di malattie cardiovascolari.

Trigliceridi
Valori elevati potrebbero essere il segno di abitudini alimentari e di vita scorrette (fumo, alcool, insufficiente attività motoria, ecc).
E’ uno dei parametri di valutazione del rischio cardiovascolare.

Per maggiori informazioni sullo svolgimento in farmacia di prestazioni analitiche di prima istanza, vai alla pagina SERVIZI.

VISAGISTA IN FARMACIA

immagine-servizio-visagista-250x250

Cosa

La visagista dispenserà consigli su alcuni metodi che è possibile utilizzare per correggere i difetti più comuni della pelle del viso, ma anche della forma degli occhi o della bocca.
Non mancheranno consigli sugli ultimi trend ed utili suggerimenti per il make up quotidiano.

Dove

Il servizio Visagista può essere effettuato , su appuntamento, presso la Farmacia Trampetti .

Perché

Regala al tuo viso un momento di benessere con i consigli da parte di un’esperta visagista su come effettuare un ottimo maquillage, nascondere le imperfezioni, i difetti della pelle ed esaltare la luminosità ed i tratti del viso.