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VACANZE SERENE

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Suggerimenti per evitare spiacevoli sorprese

Mal d’auto, scottature solari, distorsioni e punture d’insetto sono alcuni dei principali imprevisti che possono rovinarci le tanto anelate vacanze.

Di seguito alcuni consigli per porvi rapidamente rimedio.

MAL DI VIAGGIO
Si definisce cinetosi, dal greco kinesis ossia movimento, quel malessere che colpisce alcune persone durante il viaggio in macchina, in barca, in aereo, in treno o in autobus.

Chi ne soffre sperimenta un senso di malessere generale, caratterizzato da nausea, vomito, sonnolenza, senso di vertigini, sudorazione.

La causa del mal da viaggio è riconducibile alla continua variazione della posizione del corpo che viene rilevata dagli occhi e dall’orecchio interno. Questi ultimi inviano messaggi al cervello che risponde con una sintomatologia vertiginosa, ovvero una sorta di avvertimento che qualcosa non va.

Per evitare che insorga questo disturbo si possono seguire alcuni accorgimenti comportamentali, come per esempio guardare fuori dal finestrino se ci si trova in macchina oppure l’orizzonte se si va per mare.
Prima di intraprendere un viaggio è, inoltre, preferibile consumare un pasto leggero e privo di alcol e caffeina.

Chi ama andare in barca saprà certamente che la cosiddetta “onda lunga” può essere un tormento se non si consuma qualche cracker o grissino, che hanno la funzione di assorbire i succhi gastrici che si producono in eccesso a causa della cinetosi.

Bere il meno possibile è un altro buon consiglio, così come succhiare qualche caramella allo zenzero, una pianta nota per la sua spiccata azione antiemetica, ossia capace di contrastare il vomito.

Tra i farmaci di automedicazione che si possono utilizzare per coloro che stanno per intraprendere un viaggio e sanno che il mare sarà mosso oppure sono certi che staranno male in macchina c’è il dimenidrinato, disponibile sotto forma di capsule o gomme da masticare.
L’assunzione deve avvenire circa 30 minuti prima della partenza e la durata varia dalle 4 alle 6 ore.

In alternativa ai farmaci esistono specifici braccialetti antinausea al cui interno si trova una pallina.
Quest’ultima deve essere posizionata alla distanza di tre dita sotto il polso tra i due tendini flessori, poiché è qui che risiede il punto P6 dell’agopuntura che, quando viene adeguatamente compresso inibisce l’insorgere del senso di nausea.

MEDUSE
Si chiamano nematocisti, le vescicole ripiene di sostanze urticanti, che le meduse utilizzano per paralizzare le prede e che a contatto con la nostra pelle possono scatenare una reazione notoriamente molto dolorosa.

Quando succede, la prima cosa da fare è lavare la zona colpita con acqua di mare, acqua e aceto o acqua e bicarbonato per circa mezz’ora fino a quando scompare il dolore.
È necessario, inoltre, levare le nematocisti che aderiscono alla pelle, senza romperle, con del sapone o con un impasto di acqua di mare e sabbia, adoperando poi una spatolina per rimuovere il tutto.

Si procede, infine, alla disinfezione della pelle e all’applicazione di una crema antistaminica o cortisonica.

Per il gonfiore e il dolore residuo può essere utile fare impacchi con il ghiaccio.

ZECCHE
In montagna o in campagna, specie dove sono presenti boschi, ci si può imbattere nel morso di zecca, il cui rischio per l’uomo non è riconducibile tanto al veleno quanto alla possibilità di trasmettere patologie anche molto gravi, come l’encefalite da zecca e la malattia di Lyme.

La zecca va, quindi, rimossa il prima possibile, utilizzando una pinzetta che si farà roteare per sfilarla dalla pelle, senza che rimangano residui.
Il rostro, una sorta di becco con cui la zecca si attacca alla cute, può infatti rimanere all’interno della pelle se non si procede con cautela.

In questo caso bisogna rimuoverlo con un ago o con una pinzetta appuntita.

Si procede quindi alla disinfezione con un antisettico incolore in modo da non nascondere le eventuali lesioni e infezioni.

È bene, infine, contattare il medico che valuterà se procedere con una terapia specifica.

API, VESPE E CALABRONI
Anche le api, le vespe e i calabroni se ci pungono possono rovinarci una bella giornata di vacanza.

Questi imenotteri sono in grado di causare reazioni allergiche anche letali, come lo shock anafilattico, che si può manifestare dopo una prima puntura nei soggetti che divengono allergici al loro veleno.

Fatta questa premessa, dopo la puntura di uno di questi insetti bisogna lavare con acqua corrente la zona colpita, rimuovere il pungiglione eventualmente penetrato nella pelle e disinfettare.

Ghiaccio e una crema antistaminica o cortisonica alleviano il dolore, l’infiammazione e il prurito.

Per scongiurare infezioni si può ricorrere anche a una crema a base di antibiotico.

VIETATO SCOTTARSI
Quante volte dopo una domenica al mare d’estate siamo tornati a casa la sera con la pelle color aragosta?
Per quanto riguarda il sole è oramai noto a tutti che è necessario adoperare sempre una crema solare ad alta protezione, cioè con spf 50, specie alle prime esposizioni, ma se nonostante questo la pelle è lo stesso arrossata, irritata, calda e tende a gonfiarsi allora bisogna correre ai ripari.

Se l’ustione non è grave, ma compare l’eritema solare, una dermatite caratterizzata dalla comparsa di arrossamento e bollicine molto pruriginose, si può procedere lavando la pelle con acqua corrente, facendo impacchi freddi e applicando una crema antibiotica se le vescicole sono aperte oppure un leggero cortisone quando la pelle si presenta arrossata, infiammata e dolente al tatto.

L’eritema solare può presentarsi non solo su piccole aree del corpo, ma anche su una superficie molto più estesa e se compaiono sintomi concomitanti, come febbre, vomito, diarrea e brividi è bene rivolgersi al medico.

Per un lieve rossore della pelle si dimostra utile applicare un doposole, cosmetico formulato con estratti vegetali dall’azione lenitiva, come l’ippocastano, il rusco, l’amamelide, ingredienti idratanti quale l’allantoina, e agenti antinfiammatori come l’acido betaglicirretico e il bisabololo, contenuti in natura rispettivamente nella liquirizia e nella camomilla.

Il loro impiego prevede più applicazioni al giorno, fino a completa normalizzazione della cute.

IN CASO DI DISTORSIONI
Durante un trekking in montagna ci siamo ritrovati con una caviglia gonfia?
Slogature, contusioni e stiramenti se di lieve entità possono anche essere trattati autonomamente a casa.

Se la caviglia in seguito alla distorsione risulta gonfia e dolente si può ricorrere a un rimedio omeopatico in granuli, ossia all’arnica in diluizione 200CH, disponibile in farmacia sotto forma di monodose da sciogliere sotto la lingua, in un’unica volta.

Tale rimedio d’urgenza contrasta l’infiammazione e il dolore.

Da applicare sulla pelle sono consigliabili i gel freschi e di facile assorbimento, che non richiedono un massaggio intenso.

Tali preparati sono formulati con estratti di arnica, pianta dotata di spiccate proprietà antinfiammatorie, di bromelina, una sostanza presente in abbondanza nel gambo dell’ananas e con effetto fibrinolitico, ossia capace di contrastare la comparsa degli ematomi, e di escina, molecola contenuta nell’ippocastano che riduce il gonfiore.

Un bendaggio leggero per contenere il movimento della caviglia e qualche giorno di riposo saranno di sicura utilità.

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